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“Osservazioni” sui “Piani attuativi” del Comune d’Inverigo (Como).


L’Amministrazione Comunale d’Inverigo (Como) ha ritenuto di dover applicare il D.L. 13/05/2011, n. 70 convertito con Legge 12/07/2011, n. 106, approvando con delibera di Giunta tre piani attuativi, di cui uno vincolato dal D.M. 30/08/1956, seguito poi da “parere non favorevole” della Sopraintendenza per i beni architettonici e paesaggistici di Milano.


Su tali iniziative sono state presentate varie “Osservazioni” da parte di associazioni e movimenti di diverso ordine e di singoli cittadini; tra esse riteniamo opportuno segnalarne una riguardante contenuti e applicazioni delle norme legislative in causa, e sintetizzata nel foglio allegato.


Di tale “Osservazione” l’originale completo è consultabile nei sotto indicati siti informatici, assieme ad altri documenti esplicativi del posto e del PGT. È questa un’iniziativa che da cittadini partecipi (ed interessati) si ritiene giustificata (e doverosa) per evidenziare i singolari modi di disporre in tema di territorio in generale e del nostro paese in particolare.


Inverigo è designato Luogo dell’identità Lombarda, ma tale termine è solo un enunciato privo d’effetti, mentre possiede invece i requisiti propri per l’inserimento negli elenchi Unesco. Qui si identifica, infatti, la storia del Neoclassico lombardo, il quale si avvia da Villa Perego di Cremnago [di C. G. Merlo (1690-1760) e scuderie di S. Cantoni (1736-1818)], va alla “Rotonda” del Cagnola (1762-1833), prosegue a Villa Crivelli [loggiato del Pollack (1751-1806)] e termina a Villa Sormani di Pomelasca [di C. Amati (1776-1852)]. Sorge il sito sui primi poggi, balconi sulla piana padana, recinti dai monti prealpini: con cieli limpidi la vista spazia sino alle cime degli Appennini ed a quelle del Rosa e del Monviso. Il Foscolo lo definì Collis cyparissorum per i suoi viali di cipressi tra cui famoso quello del ‘700 che dal colle del Gigante scende alle rive del Lambro, dov’è l’ornata chiesa del Navello (1500), ed è il più lungo dell’Italia settentrionale. Vi è poi molto altro ancora, tra cui si possono citare il santuario di S. Maria alla noce [Pellegrino Tibaldi (1527-1596)] con l’annesso antico mercato dei bozzoli, l’Orrido grazioso (Ignazio Cantù), la villa Mezzanotte [F. M. Richini (1584-1658)], ecc.


Si ritiene doveroso evitare che insensata speculazione distrugga tale ben di Dio: per questo si chiede di prestare giusta attenzione a quanto esposto perché esso presenta, a nostro avviso, così tante incongruenze che toccano non solo il caso specifico ma rispecchiano condizioni generalizzate.


Nell’attesa di un riscontro, porgiamo ossequi.


Associazione Volontari “Le Contrade” (Onlus)

Via Trento, 1 - 22044 - Inverigo CO - Tel e fax: 031 609411.

E-mail: info@lecontrade.it - www.lecontrade.it


Comitato “Inverigo 2021"

comitatoinverigo2021@mail.com - www.comitatoinverigo2021.it


Gruppo Tecnico Pgt “Inverigo migliore”.


Inverigo, il 10 Febbraio 2012.


Associazione volontari “Le Contrade”

Comitato “Inverigo 2021”

Gruppo tecnico PGT “Inverigo migliore”


NORME SUL TERRITORIO: IL LECITO DISPOSITIVO ED APPLICATIVO.


L’Amministrazione Comunale d’Inverigo (Como) ha ritenuto di adottare tre Piani attuativi per atto dovuto derivato dalle leggi 2011 titolate “Prime disposizioni urgenti sull’economia”.

Da loro si estrae:

- DL 13/5/2011, n. 70, art 5; liberalizza le costruzioni private dalla disciplina vigente, con:

a) Introduzione del “silenzio assenso” sul rilascio del permesso di costruire, ad eccezione dei casi in cui sussistono vincoli ambientali, paesaggistici e culturali.

g) Esonero da Vas degli strumenti attuativi di piani urbanistici che ne sono già stati soggetti.

- Legge 12/7/2011, n. 106, c. 13; sancisce che i piani attuativi, come definiti dalle leggi regionali, e conformi allo strumento urbanistico generale vigente, sono approvati dalla giunta comunale”.


In proposito è stata presentata un’Osservazione che raffronta in sintesi i disposti delle succitate due leggi con quelli delle principali norme in vigore sulla materia in esame; in essa si evidenzia.

  1. I provvedimenti delle due leggi paiono avulsi dall’insieme delle disposizioni vigenti a tutela di territorio, ambiente, beni culturali e paesaggio, cioè delle norme d’ogni livello istituzionale: Comunitarie, Nazionali e Regionali, poiché ne distorcono principi, finalità, scopi e metodi.

  2. Sono disattese le basi democratiche e di partecipazione per varie ragioni, ed in particolare:

A nostre richieste d’informazioni (del 5/3/2010 e 14/6/2010) su pratiche di legge [Iter PAI, Quadro del dissesto, Reticolo idrico minore, Acque reflue urbane, Studi naturalistici da Direttive CEE, ecc.], come sull’applicazione di Vas, Piano paesaggistico e altri documenti previsti dal Pgt, non si sono ottenute risposte e tali adempimenti paiono non ancora attuati.

Ciò nonostante l’Amministrazione comunale seguita a fare “varianti” per nuovi insediamenti.

Pertanto se è possibile disattendere tante autorevoli norme di pianificazione, perché un comma può ritenersi obbligo indifferibile da far esulare da leggi di base?

  1. Si pongono quindi i quesiti su ciò che differenzia il rispetto legislativo: esigenze generali o usi specifici? Le scelte consentite a poteri discrezionali non sono assoggettate a controlli scevri d’interessi? Tali compiti sono affidabili a funzionari ai quali non è inibito schierarsi in modo palese o svolgere altre attività? Tutto ciò non solo non elude ma anzi instaura legami ai vari livelli tra soggetti d’interesse che si consolidano con il loro “radicamento”.

  2. Infine ci si chiede se far rispettare norme d’interesse generale deve gravare sul cittadino con onerosi ricorsi alla Giustizia o se invece a lui spetti il diritto di segnalare e di chiedere giustificazioni mentre il dovere di controlli e chiarimenti competa piuttosto alle istituzioni?


Inverigo (Como), il 10 Febbraio 2012