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OSSERVAZIONI AL “PIANO ATTUATIVO VIA DON GNOCCHI – VIA V. VENETO”


I membri del sopra citato “Gruppo”, già noto e convocato dalla precedente Amministrazione Comunale, presentano le proprie Osservazioni in merito al Piano in oggetto.



A. LE NUOVE LEGGI PER LO SVILUPPO E GLI ADEMPIMENTI URBANISTICI.

Il DL 13/5/2011, n. 70, nell’art. 5 asserisce che: Per liberalizzare le costruzioni private sono apportate modificazioni alla disciplina vigente, tra le quali si evincono i commi:

a) Introduzione del “silenzio assenso” per il rilascio del permesso di costruire, ad eccezione dei casi in cui sussistono vincoli ambientali, paesaggistici e culturali;

g) Esclusione della procedura di valutazione ambientale strategica (Vas) per gli strumenti attuativi di piani urbanistici già sottoposti a Vas.

In particolare le modifiche apportate riguardano alcuni articoli delle seguenti tre norme.

1. DPR 6/6/2001, n. 380 (Testo unico disposizioni in materia edilizia) che modifica [2. a) 3)] l’art. 20, 10. per cui l’immobile sottoposto a vincolo non di competenza dell’amministrazione comunale: il competente ufficio comunale acquisisce il relativo assenso nell’ambito della conferenza dei servizi.

2. L. 7/8/1990, n. 241 (Nuove norme sui procedimenti amministrativi) per la quale in lettera c) specifica: Le disposizioni dell’art. 19 sulla Dia: non sostituiscono la disciplina prevista dalle leggi regionali che, in attuazione dell’art. 22, c. 4 del DPR 6/6/2001 n. 380, abbiano ampliato l’ambito applicativo delle disposizioni di cui all’art. 22, comma 3, del medesimo decreto e nel senso che, nei casi in cui sussistono vincoli ambientali, paesaggistici o culturali, la Scia non sostituisce gli atti di autorizzazione o nulla osta, comunque denominati, delle amministrazioni preposte alla tutela dell’ambiente e del patrimonio culturale.

3. L. 17/8/1942, n. 1150, (8.) aggiunge: Lo strumento attuativo di piani urbanistici già sottoposti a Vas non è sottoposto a Vas né a verifica di assoggettabilità qualora non comporti variante e lo strumento sovraordinato in sede di Vas definisca l’assetto localizzativi delle nuove previsioni e delle dotazioni territoriali, gli indici di edificabilità, gli usi ammessi e i contenuti piani volumetrici, tipologici e costruttivi degli interventi, dettando i limiti e le condizioni di sostenibilità ambientale delle trasformazioni previste. … I procedimenti amministrativi di Vas e di verifica di assoggettabilità sono ricompresi nel procedimento di adozione e di approvazione del piano urbanistico o di loro varianti non rientranti nelle fattispecie del presente comma”.

- Da quanto sopra esposto si deduce che:

a. Nei casi di vincoli ambientali, paesaggistici e culturali il rilascio del permesso di costruire non è legato alla prassi del “silenzio assenso” ma resta soggetto alle normali pratiche autorizzative.

b. La Vas è esentata solo per gli strumenti attuativi di piani urbanistici che sono già stati sottoposti a Vas, poiché devono essere già stati predefiniti gli adempimenti programmatori che vi sono indicati; provvedimenti che per il Comune di Inverigo non risultano ancora predisposti.

c. Le disposizioni sulla Dia non sostituiscono la disciplina prevista dalle leggi regionali nel senso che, nei casi nei quali sussistono vincoli ambientali, paesaggistici o culturali la Scia non sostituisce le previste autorizzazioni delle amministrazioni preposte alla tutela dell’ambiente e del patrimonio culturale. (Arpa, Forestale, Parco, Sovrintendenze, ecc.).

  1. Poi la Legge di conversione 12/7/2011 n. 106 che al comma 13 cosi modifica la lettera b): I piani attuativi, come denominati dalla legislazione regionale, conformi allo strumento urbanistico generale vigente, sono approvati dalla giunta comunale.



CONSIDERAZIONI CONSEGUENTI DALLA “LEGGE SULLO SVILUPPO”.

Innanzitutto si osserva che è stato tralasciato ogni riferimento alle tante norme vigenti sui temi connessi al territorio e che l’indicazione “vincoli” senza un’adeguata casistica non è esaustiva. Così essa pare avulsa dall'ambito legislativo vigente tanto da far ritenere che per giustificarne l’attuazione si debba appurarne la liceità rispetto all’insieme delle disposizioni vigenti in materia di ambiente, paesaggio e cultura. Questo naturalmente nel raffronto con la realtà esistente che, com’è noto, nel nostro caso presenta molteplici aspetti. Per questo si prosegue richiamando il nostro precedente documento: “Segnalazione dati all’Amministrazione Comunale d’Inverigo per la stesura del Pgt - Elenco di leggi, norme e linee guida - Sintesi dei principi basilari di riferimento”, protocollato in Comune il 08/01/2010.

B. LEGGI REGIONALI. Il richiamo alla disciplina prevista dalle leggi regionali porta all’esame delle norme Lombarde sui temi di territorio e ambiente che così possono sintetizzarsi.



Principali disposizioni su territorio e ambiente della Regione Lombardia.

Piano Territoriale Regionale (Ptr) (2009), costituito da sei sezioni:

1) Presentazione - 2) Documento di piano - 3) Piano paesaggistico - 4) Strumenti operativi - 5) Sezioni tematiche – Valutazioni ambientali del Ptr.

- Piano paesaggistico (Ptr-Ppr) costituito da:

- - Relazione con 3 allegati – 5 Elaborati – 13 Tavole di cartografia – Abaco informazioni per Comuni.

- - Elaborati dei contenuti con: a) Indirizzi di tutela in 3 punti – b) Piani di sistema – c) Normativa.

- - Modelli metodologici procedurali per la Vas (vedi Dgr 2009-8/10971).



1. LR n. 12/2005: “Legge per il governo del territorio[Aggiornata alla LR 14/07/2009, n. 11].

Art. 1. - Oggetto e criteri ispiratori.

1. La presente legge ... detta le norme di governo del territorio lombardo, definendo forme e modalità di esercizio delle competenze spettanti alla Regione e agli enti locali, nel rispetto dei principi fondamentali dell’ordinamento statale e comunitario, nonché delle peculiarità storiche, culturali, naturalistiche e paesaggistiche che connotano la Lombardia.

2. La presente legge si ispira ai criteri di sussidiarietà, adeguatezza, differenziazione, sostenibilità, partecipazione, collaborazione, flessibilità, compensazione ed efficienza.

Art. 4. - Valutazione ambientale dei piani.

1. Al fine di promuovere lo sviluppo sostenibile ed assicurare un elevato livello di protezione dell’ambiente, la Regione e gli enti locali, nell’ambito dei procedimenti di elaborazione ed approvazione dei piani e programmi di cui alla direttiva 2001/42/CEE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 27 giugno 2001 concernente la valutazione degli effetti di determinati piani e programmi sull’ambiente e successivi atti attuativi, provvedono alla valutazione ambientale degli effetti derivanti dall’attuazione dei predetti piani e programmi.

Art. 50. - Poteri regionali di annullamento e di inibizione.

2. Sono d’interesse regionale:

a) le previsioni prevalenti del PTR, del PTCP, dei piani dei parchi regionali e dei parchi naturali;

b) le previsioni degli atti del PGT riguardanti le aree destinate all’agricoltura, quelle soggette a vincolo paesaggistico, quelle di pregio ambientale, nonché quelle non soggette a trasformazione urbanistica.

Art. 77, comma 1: “... i Comuni, le Province e gli enti gestori [dei Parchi] conformano e adeguano i loro strumenti di pianificazione territoriale e urbanistica agli obiettivi e alle misure generali di tutela paesaggistica dettati dal PTR ... , introducendo, ove necessario, le ulteriori previsioni conformative di maggiore definizione che, alla luce delle caratteristiche specifiche del territorio, risultino utili ad assicurare l’ottimale salvaguardia dei valori paesaggistici individuati dal PTR. I limiti alla proprietà derivanti da tali previsioni non sono oggetto d’indennizzo”.



2. Dgr n. 2121/2006- Criteri e Procedure Amministrative a Tutela dei Beni Paesaggistici.

1. Paesaggio e tutela paesaggistica.

1.2. Concetto di paesaggio e sua tutela

Il fenomeno paesaggio si manifesta in funzione della relazione intercorrente fra il territorio e il soggetto che lo percepisce (inteso non come individuo ma come comunità di soggetti) che valuta e apprezza le qualità paesaggistiche ricevendone una gratificante sensazione di benessere psichico e di «appartenenza» dalla quale dipende largamente la qualità della vita.

Al paesaggio spetta una particolare tutela, la cui attuazione deve costituire la premessa ineludibile di ogni programma di sviluppo che si proponga di conseguire gli obiettivi di sostenibilità e durevolezza. È fondamentale innanzitutto che venga effettuata un’attenta ricognizione dei valori paesaggistici del territorio, valutando e verificando come questi possano essere mantenuti e valorizzati pur in presenza di significative e costanti trasformazioni territoriali

1.3. Valutazione dei progetti.

a. - Nei territori assoggettati a specifica tutela paesaggistica, ... la Valutazione di Compatibilità del Progetto di Trasformazione (art. 136 e 142 Dlgs. 2004, n. 42) può concludersi:

1. se compatibile ai valori paesaggistici tutelati, con l’Autorizzazione Paesaggistica, un atto autonomo e preliminare ai permessi di costruire e denuncie d’inizio attività;

2. se non compatibile, con un diniego di Autorizzazione Paesaggistica, che inibisce la realizzazione dell’intervento anche sotto il profilo edilizio.

b. - Per la rimanente parte del territorio lombardo, la salvaguardia va esercitata come Valutazione delle Trasformazioni in Rapporto al Contesto Paesaggistico, che non è atto amministrativo autonomo, ma fase interna al procedimento di emissione di Permessi a Costruire o di Denuncia d’Inizio Attività. Negli ambiti non soggetti a specifica tutela paesaggistica il PTPR (Norme d’attuazione, parte IV) prevede ... l’obbligo di una Valutazione Paesaggistica per i tutti progetti che incidono sull’aspetto esteriore dei luoghi e degli edifici seguendo le modalità del Dgr. 2002 n. 110458. [Linee guida per l’esame paesistico dei progetti].

Per questi ambiti, l’entrata in vigore del PTPR (agosto 2001) e la conseguente adozione delle «Linee guida per l’esame paesistico dei progetti» (Dgr. n. 110458/2002), è diventata operativa la norma [PTPR: Norme d’attuazione, parte IV] che prevede l’obbligo di esame paesistico per i progetti che incidono sull’esteriore aspetto dei luoghi e degli edifici negli ambiti non assoggettati a specifica tutela paesaggistica. Ora detto provvedimento esplica tutta la sua efficacia per cui è obbligatorio per tutto il territorio regionale che i progetti che incidono sull’esteriore aspetto dei luoghi e degli edifici siano soggetti ad una valutazione paesaggistica applicando gli indirizzi indicati dalla delibera.



3. DCR 13.03.2007, n. 8/351: Indirizzi generali perla Valutazione di Piani e Programmi.(P/P)

- Punto 1.0 - Finalità:

1.1 - La Regione e gli enti locali, nell’ambito dei procedimenti di elaborazione ed approvazione dei piani e programmi, al fine di promuovere lo sviluppo sostenibile ed assicurare un elevato livello di protezione dell’ambiente, come previsto della legge per il governo del territorio, provvedono alla valutazione ambientale degli effetti derivanti dall’attuazione dei predetti piani e programmi, in assonanza con i presenti indirizzi generali.

1.2 - I presenti indirizzi sono assunti in attuazione dell’articolo 4 della L. R. 11/3/2005, n. 12, recante “Legge per il governo del territorio” e della direttiva 2001/42/CE del Parlamento Europeo



4. DGR 16.01.2008 n. 8/6447: Aggiornamenti Piano Territoriale Paesistico Regionale

Al punto 3.1 delibera che: “L’obiettivo fondamentale del Piano è finalizzato al miglioramento della qualità della vita dei cittadini, attraverso un percorso che muove dalla promozione della mages arietà e dal perseguimento della sostenibilità dello sviluppo.



CONSIDERAZIONI CONSEGUENTI ALLE NORME DELLA REGIONE LOMBARDIA.

Per mole e toni queste norme per i profani sono come una Bibbia in cui è facile disperdersi, però gli incaricati tecnici dei vari enti predisposti ai controlli devono avere capacità (e responsabilità) a districarsi e trarre le giuste soluzioni. Qui per ora ci si può limitare a riportare i seguenti giudizi.

      1. Il Dgr n. 2121/2006 al punto 1.3 prevede che ai casi soggetti a tutela paesaggistica che non ottengono l’autorizzazione sia inibita la realizzazione dell’intervento.

      2. Lo stesso Dgr dispone pure che sulla restante parte di territorio non vincolato vige sempre l’obbligo di Valutazione paesaggistica per i tutti progetti.

      3. Il legislatore regionale richiama sempre l’ottemperanza alle leggi statali e comunitarie, e ciò riporta al dover osservare principi e finalità di base, condizionando così l’applicazione delle norme.

      4. Indipendentemente dalle osservazioni preliminari, se dalle pratiche permissive si rileveranno poi atti non conformi alla legislazione, saranno in ogni caso possibili ricorsi alle varie autorità.

  1. VINCOLI E TUTELE INERENTI ALLA ROTONDA E AD INVERIGO.



1. Beni di notevole interesse storico ed artistico (ex L n. 1089/1939)

Villa Cagnola “La Rotonda” edificio e giardino vincolo del 27.06.1913 progr. AV 154.



2. Luoghi di notevole interesse pubblico (ex L n. 1497/1939)

a. Strada Valassina inferiore - Decreto Min. Pubbl. Istruz. 08.06.1960.

b. Valle attorno alla Rotonda - Decreto Min. Pubbl. Istruz. 13.06.1960.

Dalle strade comunali per Arosio e per Cremnago, dalla provinciale Milano-Erba, ecc. “… perché oltre a formare un quadro naturale di non comune bellezza, offre dei punti di vista accessibili al pubblico dai quali si può godere la suggestiva visione dell’insigne monumento denominato “La Rotonda” circondata da bellissimi ed alti cipressi”.

c. Zona sotto Valle della Rotonda - Decreto Min. Pubbl. Istruz. 08.07.1967.



3. Siti meritevoli di tutela indicati da Regione Lombardia nel PTR-PP, Repertori:

1. Luoghi dell’identità (Tavola B); al n. 36: “Inverigo, ville e colli briantei.

2. Visuali sensibili (Tavola B); al n. 31: “Panorama dalla Rotonda d’Inverigo.

3. Punti di osservazione del paesaggio; al n. 13: “ Paesaggio delle colline moreniche - Brianza.

4. DGR del 28.7.2000, n. 7/601: Parco regionale valle Lambro - Piano territoriale di coordinamento.

Art. 26: Tutela storico paesistica.

.... / I Comuni di Inverigo, Arosio, Lurago d’Erba e Lambrugo, già a partire dall’entrata in vigore del piano territoriale, sono tenuti a provvedere all’interno degli strumenti urbanistici adeguate disposizioni per la tutela della visuale sensibile di rilevanza regionale denominata “panorama della Rotonda di Inverigo. ... ecc.



CONSIDERAZIONI CONSEGUENTI SUI VICOLI AD INVERIGO.

Dall’esame dei dispositivi su esposti risultano varie evidenze:

  1. Il vincolo monumentale sulla Rotonda interessa non solo l’edificio ma pure il suo giardino, area verde che non è fissata nell’incompiuta norma ma che va certamente definita. (Pgt, Ptc, Ptr, ecc.).

  2. L’insieme dei vincoli ambientali coinvolge tutti i contorni del colle (di cui la sagoma della Rotonda costituisce un razionale compimento) e ciò per una più che evidente logica paesistica.

  3. Le visuali panoramiche riguardano sia quella della Rotonda sulle valli che dalle valli sulla Rotonda.

  4. Il paesaggio si evidenzia non ridotto al binomio monumento/colle ma esteso all’ambito paesistico d’Inverigo, ville e colli briantei ed a quello del Paesaggio delle colline morenicheBrianza.

  5. La tutela storico/paesaggistica è difatti ampliata all’intero comune d’Inverigo e pure a quelli limitrofi di Arosio, Lurago d’Erba e Lambrugo.

Dall’esame dell’insieme situazione / norme sopra esposta risulta tangibile che tale complesso non può ora essere considerato mera retorica politica, ma che sussistendo le stesse motivazioni persistano pure le medesime regole; anzi si reputa che una loro mancata applicazione senza sufficienti motivazioni (quello dell’esclusivo interesse economico non può esserlo) possa costituire anche un’illecita negligenza.





E. NORME INTERNAZIONALI



  1. Convenzione Europea del Paesaggio (ratificata con L. 9.1.2006, n. 14).

Preambolo: Il paesaggio è in ogni luogo un elemento importante della qualità della vita delle popolazioni. Va attuato uno sviluppo che tutela la qualità e l’amenità dei paesaggi rurali europei (risorse naturali, biodiversità e identità colturale) così che il loro sfruttamento da parte della generazione attuale non comprometta le prospettive delle generazioni future.

Art. 2. … la presente Convenzione si applica a tutto il territorio e riguarda gli spazi naturali, rurali, urbani e periurbani … Concerne sia i paesaggi che possono essere considerati eccezionali, che i paesaggi della vita quotidiana e i paesaggi degradati.

Art. 5. … stabilire e attuare politiche paesaggistiche volte alla protezione, alla gestione, alla pianificazione dei paesaggi tramite l’adozione delle misure specifiche(e di) avviare procedure di partecipazione del pubblico, delle autorità locali e regionali e degli altri soggetti coinvolti nella definizione e nella realizzazione delle politiche paesaggistiche.

2. Unione Europea

2.1. Atto Costitutivo della CE.

Art. 6: le esigenze connesse con la tutela dell'ambiente devono essere integrate nella definizione di politiche ed azioni comunitarie, in particolare nella prospettiva di promuovere lo sviluppo sostenibile.

Art. 174: la politica in materia ambientale contribuisce a perseguire gli obiettivi della salvaguardia, tutela e miglioramento della qualità dell'ambiente, della protezione della salute umana e dell'accorto e razionale utilizzo delle risorse naturali, che deve essere fondata sul principio della precauzione



2.2. Direttiva 2001/42/CE: Valutazione effetti di determinati piani e programmi sull’ambiente.

Art. 1 - Obiettivi.

La presente direttiva ha l'obiettivo di garantire un elevato livello di protezione dell'ambiente e di contribuire all'integrazione di considerazioni ambientali all'atto dell'elaborazione e dell'adozione di piani e programmi al fine di promuovere lo sviluppo sostenibile, assicurando che, ai sensi della presente direttiva, venga effettuata la Valutazione Ambientale di determinati piani e programmi che possono avere effetti significativi sull'ambiente

8. “Occorre intervenire a livello comunitario in modo da fissare un quadro minimo per la valutazione ambientale che sancisca i principi generali del sistema di valutazione ambientale e lasci agli Stati membri il compito di definire i dettagli procedurali tenendo conto del principio della sussidiarietà.”

9. “La presente direttiva ha carattere procedurale e le sue disposizioni dovrebbero essere integrate nelle procedure esistenti negli Stati membri o incorporate in procedure specificamente stabilite ….”



2.3. Direttive 2003/4/CE e 2003/35/CE, indicano le seguenti nozioni fondamentali:

a) Finalità: perseguire la miglior tutela ambientale, nella prospettiva di garantire confacenti qualità di vita alle future generazioni, ed evitare di prefiggersi inserimenti urbanistici.

b) Modalità: adottare la “maggior trasparenza dell’iter decisionale allo scopo di garantire la completezza e l’affidabilità delle informazioni su cui poggia la valutazioneper cui “occorre che le autorità responsabili per l’ambiente ed il pubblico siano consultati durante la valutazione dei piani e dei programmi e che vengano fissate scadenze adeguate per consentire un lasso di tempo sufficiente per le consultazioni, compresa la formulazione di pareri.”

c) Partecipazione: diretta e programmata del pubblico è condizione vincolante a garanzia della trasparenza e della correttezza dell’informazione.



3. recepimento delle Direttive CE.

3.1. Costituzione, art. 117: La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario.

3.2. DLgs. n. 4/2008, Ulteriori disposizioni in materia ambientale.

Art. 3-bis: I principi (qui) posti costituiscono i principi generali in tema di tutela dell'ambiente, adottati in attuazione ... della Costituzione e nel rispetto del Trattato dell'Unione Europea.

3.3. Lr Lomb n. 12/2005. Art. 4. - Valutazione ambientale dei piani.

1. Al fine di promuovere lo sviluppo sostenibile ed assicurare un elevato livello di protezione dell’ambiente, la Regione e gli enti locali, nell’ambito dei procedimenti di elaborazione ed approvazione dei piani e programmi di cui alla direttiva 2001/42/CEE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 27 giugno 2001 concernente la valutazione degli effetti di determinati piani e programmi sull’ambiente e successivi atti attuativi, provvedono alla valutazione ambientale degli effetti derivanti dall’attuazione dei predetti piani e programmi.



CONSIDERAZIONI CONSEGUENTI ALLE DIRETTIVE CEE

Le Direttive Cee costituiscono la base delle norme nazionali e regionali alle quali gli stati membri non possono derogare, previe sanzioni. Ora il DL 13/5/2011, n. 70 ignora completamente principi generali, finalità, scopi e metodi prescritti dalle Direttive in materia di territorio ed ambiente, che tra l’altro per la tutela indicano anche il modello di sviluppo ed i criteri a cui attenersi, che però sono all’opposto degli intenti da cui muove il succitato DL n. 70/2011.

L’estensione delle stesse norme a tutti gli stati membri dell’Unione Europea conferisce il diritto che l’inadempienza alle Direttive CEE ammetta il ricorso alla Corte di Giustizia UE da parte dei cittadini comunitari, sia singoli che associati.



F. NORME NAZIONALI



a. Costituzione Italiana.

Art. 9, com. 2: La Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico.



b. Principali leggi ambientali di riferimento generale

  1. D.lgs 490/1999: Testo unico disposizioni legislative in materia beni ambientali e culturali.

  2. D.lgs. 42/2004 (ex leggi 1497/1939, 431/1985): Codice dei beni culturali e del paesaggio; con successive modifiche dei D.lgs. 156/2006, 62/2008 e 63/2008.

  3. D.lgs. 50/2005: Attuazione della Direttiva 96/61/CE sulla Prevenzione dell’inquinamento.

  4. D.lgs. 152/2006: Norme in materia ambientale. Parte IIa: Procedure per VAS e VIA – Parte IIIa: difesa del suolo, tutela delle acque e gestione delle risorse idriche – Parte Va: tutela dell’aria, ecc.

  5. Dpr 184/2006: Regolamento in materia di accesso ai documenti amministrativi.

Art. 4: Le modalità di accesso si applicano pure ai soggetti portatori di interessi diffusi o collettivi.

  1. D.lgs. 4/2008: Ulteriori disposizioni correttive del D.lgs 152/2006 (sostituisce la Parte IIIa), si estrae:

Art. 3-ter: Tutti, enti e persone, devono garantire tutela di ambiente, ecosistemi e patrimoni culturali.

Art 3-quater: Ogni attività deve conformarsi al Principio dello Sviluppo Sostenibile per garantire che il soddisfacimento dei bisogni attuali non comprometta le qualità di vita delle generazioni future.

Art 3 sexies: Chiunque, pur senza interesse giuridico rilevante, può accedere alle informazioni relative allo stato dell’ambiente e del paesaggio.



c. Codice dei beni culturali e del paesaggio. (DLgs. n.: 42/2004; 156/2006; 62 e 63/2008.)

Art. 1 - Principi.

1. In attuazione dell'articolo 9 della Costituzione, la Repubblica tutela e valorizza il patrimonio culturale in coerenza con le attribuzioni di cui all'articolo 117 della Costituzione e secondo le disposizioni del presente codice.

2. La tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale concorrono a preservare la memoria della comunità nazionale e del suo territorio e a promuovere lo sviluppo della cultura.

Art. 6 - Valorizzazione del patrimonio culturale.

1. La valorizzazione consiste nell'esercizio delle funzioni e nella disciplina delle attività dirette a promuovere la conoscenza del patrimonio culturale e ad assicurare le migliori condizioni di utilizzazione e fruizione pubblica del patrimonio stesso, anche da parte delle persone diversamente abili, al fine di promuovere lo sviluppo della cultura. Essa comprende anche la promozione ed il sostegno degli interventi di conservazione del patrimonio culturale. In riferimento al paesaggio la valorizzazione comprende altresì la riqualificazione degli immobili e delle aree sottoposti a tutela compromessi o degradati, ovvero la realizzazione di nuovi valori paesaggistici coerenti ed integrati.

2. La valorizzazione è amata in forme compatibili con la tutela e tali da non pregiudicarne le esigenze.

3. La Repubblica favorisce e sostiene la partecipazione dei soggetti privati, singoli o associati, alla valorizzazione del patrimonio culturale

4.2. - Beni Paesaggistici.

Art. 131. Paesaggio.

4. La tutela del paesaggio, ai fini del presente Codice, è volta a riconoscere, salvaguardare e, ove necessario, recuperare i valori culturali che esso esprime. I soggetti indicati al comma 6, qualora intervengano sul paesaggio, assicurano la conservazione dei suoi aspetti e caratteri peculiari.

5. La valorizzazione del paesaggio concorre a promuovere lo sviluppo della cultura. A tale fine le amministrazioni pubbliche promuovono e sostengono, per quanto di rispettiva competenza, apposite attività di conoscenza, informazione e formazione, riqualificazione e fruizione del paesaggio nonché, ove possibile, la realizzazione di nuovi valori paesaggistici coerenti ed integrati. La valorizzazione è attuata nel rispetto delle esigenze della tutela.

6. Lo Stato, le Regioni, gli altri enti pubblici territoriali nonché tutti i soggetti che, nell'esercizio di pubbliche funzioni, intervengono sul territorio nazionale, informano la loro attività ai principi di uso consapevole del territorio e di salvaguardia delle caratteristiche paesaggistiche e di realizzazione di nuovi valori paesaggistici integrati e coerenti, rispondenti a criteri di qualità e sostenibilità.

Art. 155. Vigilanza.

2. Le Regioni vigilano sull’ottemperanza alle disposizioni contenute nel presente decreto legislativo da parte delle amministrazioni da loro individuate per l’esercizio delle competenze in materia di paesaggio. L’inottemperanza o la persistente inerzia nell’esercizio di tali competenze comporta l’attivazione dei poteri sostitutivi da parte del Ministero.

2-bis. Tutti gli atti di pianificazione urbanistica o territoriale si conformano ai principi di uso consapevole del territorio e di salvaguardia delle caratteristiche paesaggistiche dei vari contesti.

2-ter. Gli atti di pianificazione urbanistica o territoriale che ricomprendano beni paesaggistici sono impugnabili, ai fini del presente codice, ai sensi dell'articolo 146, comma 12.



d. DLgs. 3/4/2006, n. 152: Norme in materia ambientale. [modificato per la parte II Vas]

Art. 1 - Ambito di applicazione

Il presente decreto legislativo disciplina, ... le materie seguenti:

a) nella parte seconda, le Procedure per la Valutazione Ambientale Strategica (VAS), per la Valutazione d'Impatto Ambientale (VIA) e per l'Autorizzazione Ambientale Integrata (IPPC);

b) nella parte terza, la difesa del suolo e la lotta alla desertificazione, la tutela delle acque dall'inquinamento e la gestione delle risorse idriche;

c) nella parte quarta, la gestione dei rifiuti e la bonifica dei siti contaminati;

d) nella parte quinta, la tutela dell'aria e la riduzione delle emissioni in atmosfera;

e) nella parte sesta, la tutela risarcitoria contro i danni all'ambiente.

Art. 2 - Finalità

1. Il presente decreto legislativo ha come obiettivo primario la promozione dei livelli di qualità della vita umana, da realizzare attraverso la salvaguardia ed il miglioramento delle condizioni dell'ambiente e l'utilizzazione accorta e razionale delle risorse naturali.



e. D.lgs. n. 4/2008: Ulteriori disposizioni correttive del D.lgs. 152/2006:

Art. 3-bis: Principi sulla produzione del diritto ambientale

l. I principi (qui) posti costituiscono i principi generali in tema di tutela dell'ambiente, adottati in attuazione della Costituzione e nel rispetto del Trattato dell'Unione Europea.

2. I principi previsti dalla presente Parte Prima costituiscono regole generali della materia ambientale nell'adozione degli atti normativi, d’indirizzo e di coordinamento e nell'emanazione dei provvedimenti di natura contingibile ed urgente.

Art. 4: Finalità.

3. La Valutazione ambientale di piani, programmi e progetti ha la finalità di assicurare che l'attività antropica sia compatibile con le condizioni per uno sviluppo sostenibile, e quindi nel rispetto della capacità rigenerativa degli ecosistemi e delle risorse, della salvaguardia della biodiversità e di un'equa distribuzione dei vantaggi connessi all'attività economica. ...

4. In tale ambito:

a) la Valutazione ambientale di piani e programmi che possono avere un impatto significativo sull'ambiente ha la finalità di garantire un elevato livello di protezione dell'ambiente e contribuire all'integrazione di considerazioni ambientali all'atto dell'elaborazione, dell'adozione e approvazione di detti piani e programmi assicurando che siano coerenti e contribuiscano alle condizioni per uno sviluppo sostenibile.



CONSIDERAZIONI CONSEGUENTI ALLA NORMATIVA STATALE.

  1. Il principio dell’art. 9 della Costituzione non solo è ignorato ma è palesemente contraddetto.

  2. Pure tutta la vasta legislazione in materia ambientale non è solo ignorata ma è decisamente contrapposta.

  3. Leggi come il Codice dei beni culturali e del paesaggio, finalizzato al rispetto della Costituzione ed al riguardo dei beni culturali e paesaggistici quali valori improcrastinabili, ed i DLgs. n. 152/2006 e n. 4/2008 che promuovono la tutela dell'ambiente, in attuazione della Costituzione e nella rispondenza dei trattati dell'Unione Europea, intesa come opportunità attuale e futura, sono totalmente disattese.

  4. Un rilievo importantissimo è quello dell’esclusione della partecipazione, non solo di quella popolare ma anche di quella democratica, che è invece un dovere-diritto sostanziale.

  5. Aver riportato gli estratti dei punti ritenuti più importanti delle principali norme vuol essere un serio promemoria di consapevolezza per chi deve approvare e controllare l’applicazione degli atti.

  6. Si ritiene anche che i chiarimenti applicativi delle norme non sia un onere attribuibile ai cittadini ma costituisca innanzitutto diligente dovere di chi è responsabilmente preposto a questi compiti.

  7. Dato il grave impatto che questi interventi edificatori producono e la complessità di temi e problemi che coinvolgono, in merito verranno interessati più enti e figure professionali.



H. PROBLEMI GEO-IDROGEOLOGICI



1. Principali norme su idrogeologia

  1. UE: Direttiva 91/271/CE.

  2. Italia:

    1. Dlgs. 152/1999: Inquinamento, trattamento e protezione

    2. Dpcm 24.05.2001: Piano assetto idrogeologico bacino Po (PAI)

    3. Dpcm 10.12.2004: Variante Lambro da Pusiano a Redefossi .

  1. Regione Lombardia:

    1. Dgr 29.03.2006, n. 8/2244: Programma di tutela e uso delle acque.

    2. Criteri e indirizzi per definire la componente geologica, idrogeologica e sismica del Pgt.



2. Presenza di sorgenti d’acqua

La zona inerente alle nuove costruzioni è area d’acque. Ancora nella carta dell’IGM del 1961 (F° 32 II S.O.) subito a valle della ex strada statale sono indicate sorgente, fontana ed abbeveratoio. Naturalmente di ciò occorre tenerne la dovuta considerazione.





Inverigo, 19 gennaio 2011.