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SEGNALAZIONE DATI ALL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE D’INVERIGO

PER LA STESURA DEL “PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO”

- II -



VINCOLI E TUTELE



OSSERVAZIONI E PROPOSTE SU TERRITORIO, BENI E AMBIENTI

GIÀ SOTTOPOSTI A VINCOLI E TUTELE A NORMA DI LEGGE,

E DI ALTRI CASI PURE MERITEVOLI DI SALVAGUARDIA

NEL PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO

DI INVERIGO, VILLE E COLLI BRIANTEI

LUOGHI DELL’IDENTITÀ”


Inverigo, 11 giugno 2010.





I. ELENCO DELLE PRINCIPALI PROTEZIONI ESISTENTI



A. LUOGHI CON PROTEZIONE LEGISLATIVA NAZIONALE



a. Beni di notevole interesse storico ed artistico (ex legge 1.6.1939, n. 1089: Ministero Beni Culturali)

1. Villa Crivelli “Il Castello”:

- Torre medioevale vincolo del 15.02.1910 progr. AV 153;

- Villa / castello vincolo del 27.06.1913 progr. AV 155.

2 Villa Cagnola “La Rotonda” edificio e giardino vincolo del 27.06.1913 progr. AV 154.

3. Santuario di S. Maria della noce vincolo del 29.07.1914 progr. AV 166.

4. Oratorio di S. Andrea alla cascina Navello vincolo del 17.09.1925 progr. AV 357.

5. Villa Perego di Cremnago vincolo del 19.04.1979 progr. AV 474.

6. Villa Mezzanotte, giardino e roccolo a Romanò vincolo del 02.08.1989 progr. AV 480.

7. Villa e parco Sormani a Pomelasca vincolo del 08.11.1985 progr. AV 533.



Le nostre osservazioni e proposte

a) Per questi beni il vincolo di legge consiste nell’ottenere il parere favorevole della Sopraintendenza. Il Pgt deve integrare e consolidare l’azione di tutela analizzando per ogni bene le specificità storiche e artistiche inserite nei contesti ambientali; per essi deve poi precisare i limiti di pertinenza (dell’edificato e altro), le condizioni e quindi dare le direttive di tutela. Nei casi di beni in stato di degrado il Pgt deve valutare lo stato di conservazione e dare indicazioni su urgenze e modalità di recupero. Per gli interventi di manutenzione e/o di ristrutturazione, deve definire le tipologie e i procedimenti di attuazione (le prescrizioni estetiche, ecc.) includendo gli ambienti circostanti che ne integrano visibilità e funzionalità.

b) Indipendentemente dalla sopra citata legge sono degni di segnalazione altri edifici sicuramente di pregio, tra loro si possono citare, quali esempi, ad Inverigo il Pretorio e le case neogotiche, a Cremnago la Villa Riva, a Villa Romanò gli edifici Radice/Rossi, Ripamonti/Bonacina, Lazzaroni/Bassini, a Romanò il palazzo con colonnato in fondo a via della Madonnina, ecc.

c) Si dovrebbero poi considerare degni di pregio vari altri edifici e ville gentilizie risalenti tra fine ‘800 ed inizi del ‘900, con i relativi giardini e annose alberature, come le case con torretta a s. Biagio, le ville Casati, Meda, ecc.

d) Infine per il Pgt si deve ottemperare alla norma che prescrive l’intervento delle Sopraintendenze. Preventivamente alla stesura del Piano occorre richiedere l’elenco dei beni esistenti e poi, prima della promulgazione, si deve sottoporre loro il Documento finale per il competente parere storico, artistico e ambientale.



b. Luoghi di notevole interesse pubblico (ex legge 2.6.1939, n. 1497: Ministero Pubblica Istruzione)

1. Viale dei CipressiDecreto Min. Pubbl. Istruz. 28.05.1960.

Dalla strada provinciale alla cascina Navello, con due strisce laterali della profondità di 30 metri, “perché con la sua superba alberatura costituita da cipressi centenari forma un quadro notevole di suggestiva bellezza panoramica”.

2. Strada Valassina inferiore - Decreto Min. Pubbl. Istruz. 08.06.1960.

Una fascia di 40 metri dal ciglio della strada nel tratto che va da Bigoncio fino al limite del cimitero (escluso) … perché oltre a formare un quadro naturale di non comune bellezza, offre dei punti di vista accessibili al pubblico dai quali si può godere l’ampio panorama del caratteristico paesaggio della Brianza, costituito da piccoli nuclei abitati e da una sparsa e varia vegetazione.”

3. Valle attorno alla Rotonda - Decreto Min. Pubbl. Istruz. 13.06.1960.

Dalle strade comunali per Arosio e per Cremnago, dalla provinciale Milano-Erba, ecc. “… perché oltre a formare un quadro naturale di non comune bellezza, offre dei punti di vista accessibili al pubblico dai quali si può godere la suggestiva visione dell’insigne monumento denominato “La Rotonda” circondata da bellissimi ed alti cipressi”.

4. Zona sotto Valle della Rotonda - Decreto Min. Pubbl. Istruz. 08.07.1967.

Fascia di 60 m. a valle della zona già vincolata, partendo da S. Biagio fino al mappale 294 (Valassina e FNM) “perché riveste particolare importanza paesistica in quanto costituisce un pendio collinare che raccorda con l’altura su cui sorge la famosa villa La Rotonda, comprendendone l’episodio panoramico e permettendo la libera visione dell’altura stessa dalla sottostante area pianeggiante”.



Le nostre osservazioni e proposte

Anche per i “Luoghi notevoli” il vincolo consiste nel parere favorevole della Sopraintendenza e perciò pure per essi il Pgt deve adottare procedure simili a quelle sopra indicate per i beni storico/artistici. In particolare si dovrà per prima cosa analizzare la situazione attuale in raffronto a quella all’origine del provvedimento per appurare se nel frattempo si sono verificate trasgressioni alle quali occorre rimediare. Sulla base dell’analisi si dovrà definire con precisione la perimetrazione e riportarla sulla cartografia di dettaglio. All’interno di essa si dovranno precisare le condizioni di eventuali interventi edificatori ed i loro limiti: le tipologie con le volumetrie ammesse e le modalità a cui attenersi per l’attuazione, i requisiti per le aree a verde, per i corpi esterni e gli impianti di servizio, per le recinzioni, ecc. Infine pure per i “Luoghi notevoli” devono essere richiesti alla Sopraintendenza le informazioni ed i pareri già sopra indicati.



c. Vincoli Idrogeologici

Corpo Forestale dello Stato - Ispettorato Ripartimentale di Como - Como, 10 Giugno 1978:

Determinazione dei terreni che si sottopongono a vincoli per scopi idrogeologici ai sensi dell’art. 1 del RD 30.12.1923, n. 3267 nella parte del bacino fluviale del fiume Lambro ricadente nel territorio del Comune d’Inverigo (Como)” - Recepito da Regione Lombardia; Assessorato agricoltura, foreste, caccia e pesca; Ispettorato Ripartimentale di Como, il 10 giugno 1978 - Pubblicato nell’Albo Pretorio del Comune di Inverigo dal 24 luglio al 25 ottobre 1978.

[Regio decreto-legge 30 dicembre 1923, n. 3267 (Aggiornato alla G.U. del 14/06/1999, n. 137). - Riordinamento e riforma della legislazione in materia di boschi e di terreni montani. - Art. 1. Sono sottoposti a vincolo per scopi idrogeologici i terreni di qualsiasi natura e destinazione che, per effetto di forme di utilizzazione contrastanti con le norme di cui agli artt. 7, 8 e 9 possono con danno pubblico subire denudazioni, perdere la stabilità o turbare il regime delle acque. (norma vigente)].



Le nostre osservazioni e proposte

Questo atto legislativo deve funzionalmente essere recepito in modo integrale nel Pgt, con l’elenco dei mappali ed i riscontri grafici (carte IGM e Catasto) dei terreni soggetti a vincolo. È poi importante che si ricerchino e siano segnalati gli eventuali interventi che ne hanno eluso il rispetto, indicando quindi i necessari provvedimenti a cui devono essere sottoposti per rimediare all’infrazione.



B. REGIONE LOMBARDIA: CLASSIFICAZIONE DI SITI E MATERIE



a. Vincoli per il Comune di Inverigo - Codice Istat: 13118 - (2008; Regione Lombardia)

Codice Bellezze Insieme

Data Decreto Insieme

Data Commissione Insieme

Codice rispetto acqua pubblica

Nome rispetto acqua pubblica

Note

97

8.6.1960

20.12.1957

131301113

Valle di Romanò


98

13.6.1960

20.12.1957

15150023

Fiume Lambro


298

8.6.1967

2.7.1965

15150032

Lambro di Mulinello


96

28.5.1960

20.12.1957

13130112

Fiume Lambro


0



97130112

Fiume Lambro


0



97130121

Roggia di Tabiago


538


11.3.1993

15150033

Torrente Bevera


- http//www.cartografia regione lombardia.it/mapsiba20/formvincoli.jsp?comune=13118



Le nostre osservazioni e proposte:

Per ogni vincolo del soprastante elenco il Pgt deve definire significati e obiettivi, indicare i rispettivi criteri applicativi inserendo poi ciascun tipo di vincolo nelle parti di pertinenza. Occorre perciò istituire delle regole specifiche per ogni singola materia attenendosi agli indirizzi e alle istruzioni fornite dalle norme regionali di riferimento.



b. Da PTR - PPR, Repertori:

1. Luoghi dell’identità (Tavola B); n. 36: “Inverigo, ville e colli briantei”.

2. Geositi (Tav. B, C, D); n. 84: “Orrido di Inverigo” - Valore prevalente: “geomorfologico”.

3. Visuali sensibili (Tav. B); n. 31: “Panorama dalla Rotonda d’Inverigo”.

4. Punti di osservazione del paesaggio; n. 13: “Paesaggio delle colline moreniche - Brianza”.



Le nostre osservazioni e proposte:

Queste segnalazioni costituiscono delle importantissime indicazioni di principio che però non sono seguite da adeguate prescrizioni ma soltanto da illustrazioni di merito; sembrerebbe così che la Regione intenda lasciare agli Enti locali i compiti di adeguamento ai suoi indirizzi. Per coerenza il Pgt deve quindi inserirsi nelle specificità di ognuna delle segnalazioni e tradurre nella pratica attuativa quanto illustrato nei competenti documenti regionali (PTR-PPR e annessi). Il caso di Inverigo viene segnalato anche dal sito del Ministero ;



c. Dichiarazione di notevole interesse pubblico dell’area del paesaggio rurale dell’Orrido e del viale dei Cipressi (D.G.R. 10.02.2010, n. VIII/11369). Atto molto importante che comprende:

1. “Descrizione generale dell’area e motivazione della tutelache si configura “come ambito di interesse ambientale e paesaggistico unitario” che “assume il valore di emergenza paesaggistica e ambientale da salvaguardare”.

2. “Individuazione cartografica e descrizione della perimetrazione dell’area oggetto di dichiarazione ...”.

3. “Prescrizioni d’uso e criteri di gestione degli interventiche istituisce la “Disciplina di tutela e prescrizioni d’uso per la salvaguardia dei caratteri specifici dell’area” con 18 “Indicazioni generali”, 8 “Indicazioni specifiche per l’idrografia superficiale” e 4 “Prescrizioni particolari”.



Le nostre osservazioni e proposte:

1. Questo documento costituisce esempio e “Linea guida” per la stesura delle norme di gestione degli altri luoghi soggetti a tutela come sopra elencati nel punto A).

2. L’Orrido, geosito monumento naturale d’interesse regionale, deve essere sottoposto a tutela integrale per evitare qualsiasi intervento improprio assicurandogli tuttavia un’idonea manutenzione che conservi le peculiarità dell’ambiente. Per questi motivi la sua area va individuata e perimetrata in modo a se stante sottoponendola alle più cautelative tutele dei siti di maggior pregio.

3. Gli stagni della ex fornace Giussani, molto ameni, ricchi di flora palustre e di speciale avifauna, meritano una protezione speciale come quelli della Fornacetta.

4. I lavori di rialzamento del terreno eseguiti a valle della zona industriale di Carpanea, ed in particolare dei “Laghi di pesca sportiva”, sono difformi alle norme esistenti e compromettono le disposizioni del comma 2 sull’idrografia superficiale ma sopratutto modificano il corso del Lambro, restringendone l’alveo, impedendo le esondazioni e l’agibilità del percorso lungo le sponde. Occorre che il Pgt prescriva i rimedi per questa grave irregolarità, da definire zona di degrado.

5. La fascia libera del Viale dei cipressi deve essere stabilita in modo più congruo e preciso, attenendosi alle indicazioni che prevedono fasce di tutela integrale di 50 metri per parte.

6. La valle del Lambro d’Inverigo è una delle pochissime aree che conserva l’integrità del fiume in un contesto ambientale unitario che prosegue oltre la perimetrazione delimitata da questo documento; essa presenta infatti nelle aree circostanti evidenze naturalistiche, geologiche e paesaggistiche di eguale valore. La stessa Commissione provinciale esprime la volontà di “valutare nelle prossime sedute l’opportunità di assoggettare a tutela alcuni ambiti contermini” e la deliberazione regionale ne fa propria la motivazione. Occorre che il Pgt analizzi in modo pertinente la situazione ed esprima scelte che favoriscono tali palesi indicazioni.



C. REGIONE LOMBARDIA: INDICAZIONI CARTOGRAFICHE DI AREE PROTETTE



a. da GeolFFINet - “Inventario delle frane e dei dissesti idrogeologici della Regione Lombardia” (2009)

- Aree di frana - per Inverigo fornisce con colori le seguenti indicazioni:

In rosso-arancione (crolli) tutta l’asta dell’alveo del Lambro con alcune aree laterali - In nocciola-marroncino (conoidi) l’area, sponde laterali, di fondo valle per tutto il percorso del fiume - In verdino (colamento rapido) la striscia sopra il fondo valle in continuo da est a ovest - In giallo-ocra (complesso), sono indicati i principali corsi d’acqua e cioè i rivi del Rusp/Paradiso/Carpanea. il torrente Bevera di Inverigo/Bigoncio/Villa ed il torrente Bevera di Romanò/Guiano/Partocche/Arosio.



Le nostre osservazioni e proposte:

Questa carta, poiché considera del territorio comunale solo la valle del Lambro, va integrata e comparata con il già sopra citato documento sui “Terreni sottoposti a vincolo per scopi idrogeologici” (punto A-c). Il Pgt ne deve in ogni modo prendere ufficialmente atto, considerando le manomissioni avvenute.

b da SIBA (Sistema Informativo Beni Ambientali, 2009) - Vincoli - Bellezze insieme, riporta per Inverigo le seguenti indicazioni:

- in verde tratteggiato il territorio rientrante nell’area del Parco Valle del Lambro;

- in verde chiaro le zone di Vincolo B (insieme) che include quasi tutta la Valle e le aree attorno alla Rotonda;;

- in azzurro i corsi d’acqua vincolati che al contrario del precedente punto a) riporta solo il torrente Bevera;

- in blu l’area di rispetto del fiume Lambro indicata in 150 m.

Tale Sistema poi riporta dati non esaustivi perché sovente incompleti od indefinibili, come sottoindicato

1. Viali. Il tutelato Viale dei Cipressi nel SIBA scompare dall’area dell’Orrido (e nella VAS del Parco) ed inoltre non è considerata l’esistenza degli altri viali esistenti; nessuno di essi compare nell’elenco C.F.S. “Alberi Monumentali in Lombardia”, ignorando così i simboli della fama del Collis Cyparissorum.

2. I luoghi d’acqua ed umidi. In SIBA e VAS Parco Lambro non appaiono fra le tipologie previste: i laghetti di pesca sportiva di Carpanea e dei Laghi Verdi; gli stagni della ex Cava Giussani, di Fornacetta, e di cascina Cattafame e la garzaia dell’area Orrido. Nessuna segnalazione di sorgenti e luoghi umidi. - Solo il PTCP di Como pone tra gli “Elementi di rilevanza paesaggistica” gli stagni della Fornacetta.

3. L’idrografia; nel SIBA figura solo la roggia Riale (da Romanò/Arosio al Lambro), mancano tutte le numerose altre che scendono dai colli, sia del capoluogo che delle frazioni.



Le nostre osservazioni e proposte

Questa carta innanzitutto è in scala al 50.000, e quindi di scarso dettaglio, e fornisce due tipi di indicazioni. La prima di tipo ambientale, che nell’insieme è anticipatrice della “Dichiarazione di notevole interesse pubblico” di cui al precedente punto B/c). Non dà invece indicazioni per tutti gli altri “Luoghi di notevole interesse pubblico” già definiti dalla ex legge 1939/1497 trascurando così le altre numerose e significative realtà ambientali presenti nel resto del territorio Comunale.

La seconda riguarda i vincoli sui corsi d’acqua superficiali però limitati a Lambro e Bevera trascurando tutti gli altri che invece devono essere soggetti agli stessi tipi di vincolo.

Il Pgt può perciò riferirsi ad essa, ma integrandola per tutto il territorio Comunale valutato sulla base delle altre disposizioni esistenti ed in particolare degli indirizzi definiti dal PTR-PPR e documenti connessi.



c. da Geo Portale della Lombardia - comprende varie carte tematiche originate da ortofoto (2007) tra cui:

1. Territorio usato e insediamenti, con codici a colori (Dusaf 2-0) di malagevole interpretazione e quindi da chiarire se è aggiornata e confacente agli sviluppi che il Pgt andrebbe a proporsi.

2. Corine Land Cover - Sottoclassi di copertura del suolo. Difficoltosa da interpretare come sopra.

3. Aree protette, è la stessa carta del SIBA per cui vale la stessa Nota di cui sopra.

4. Suolo sfruttato, segnala in azzurro due grandi cave: una a Carpanea sud (laghi pesca sportiva?) e l’altra, enorme, nella Valle sotto Bigoncio e la Villa (laghi verdi?). A lato di questa è indicata in verde una discarica (quella sotto Villa?).

5. Pedologica, indica dei confini di aree pedologiche con classificazioni da chiarire nel merito degli studi per le applicazioni agro-forestali.

6. Litologica, riporta zone tematiche litologiche definite con numerosi colori e di difficile interpretazione. Essa è da collegarsi alla precedente carta “4. Suolo sfruttato” e quindi da definire presto con chiarezza.

7. Acque sotterranee, segnala “La capacità protettiva dei suoli verso le acque profondema fornisce i colori per solo due classi: in verde “Moderata/Elevata” ed in rosso “Elevata/Bassa” [?]. Nella prima vi è parte della Valle d’Inverigo, il bosco a S/E di Cremnago; pure la Valsorda è in verde ma con la sigla “M” (Moderata). Tutto il resto è in grigio con la sigla “B” (Bassa). Non sono evidenziati alvei e livelli acquiferi e non è disponibile un’analisi descrittiva.

- Il PGR/Idrogeologia prescrive che i Pgt devono compiere un’analisi storica. Da documenti storici si evince che sino a non molti anni fa da noi l’Aves era molto superficiale mentre ora c’è un forte abbassamento del quale occorre stabilire le cause e soprattutto definire i modi idonei di contrastarlo per assicurare nell’avvenire un adeguato equilibrio idrico.

8. Acque superficiali, riguarda “La capacità protettiva dei suoli verso le acque superficiali” la cui Legenda riporta solo due colori: il giallo indica quella “Bassa” ed il verde quella “Moderata/Elevata”. Il territorio comunale viene però contraddistinto in varie zone sparse dai colori verde chiaro e verde scuro con la sigla M (Moderato).

- In merito si devono definire le regole per le attività e gli insediamenti probabili inquinanti, compresi quelli civili con pozzi a perdere e scarichi fognari irregolari nei corsi d’acqua (Bigoncio, Romanò, Cremnago, ecc.), a quali occorre aggiungere anche quelle delle acque di scolo stradale che nei nuovi insediamenti sono stati risolti con pozzi a perdere in assenza d’impianti di trattamento od anche eludendo l’impianto come nel caso di quello della Valsorda.

9. Idrologica, la carta riporta le Stazioni di misura (inesistenti nella zona), i Fontanili (da noi non se ne indica alcuno) e gli Argini. Il corso del Lambro e disegnato in rosso a Carpanea e sotto Villa e Romanò ed in giallo la parte nella valle d’Inverigo. Sono indicate “Aste secondarie” in verde scuro le rogge Rusp/Paradiso e quelle Inverigo/Bigoncio/Villa (le prime alimentano i Laghi di Carpanea e le seconde i Laghi verdi). Invece le Bevere di Nibionno e di Briosco sono segnate in blu quale Reticolo idrografico. Occorre chiarire la situazione generale del territorio comunale evidenziando le numerose sorgenti e rogge esistenti utilizzando li metodi e le schede emesse dalla Regione. Si deve poi indicare espressamente che l’area di rispetto dei 150 m vale non solo per il Lambro ma anche per tutti gli altri corsi d’acqua.



Le nostre osservazioni e proposte.

Il Pgt non può limitarsi a registrare le succitate cartografie poiché esse sono lacunose, contraddittorie e con supporti descrittivi non accessibili (a noi), ma deve approfondire in dettaglio le condizioni esistenti su tutto territorio Comunale seguendo i criteri indicati dal PTR. Ciò perché nel nostro Comune esistono situazioni di pregio ambientale sparse sull’intero territorio.

Per la loro difesa si dovrà in particolare verificare l’asta del Lambro manomessa in più punti, (Carpanea, Cattafame, ecc.) e le altre numerose rogge, (tutte di tipo torrentizio e soggette a piene disgregatrici), rilevando le reali condizioni delle sponde ed il rispetto dei vincoli laterali.

Si dovrà pure segnalare, con descrizione e cartografia, i corsi d’acqua intubati e/o ricoperti da discariche (Carpanea, Romanò, Cremnago, ecc.) e gli scarichi abusivi inquinanti (Paradiso, Bigoncio, Romanò, ecc.).

Tutti i casi di degrado dovranno essere riportati alla Regione nei modi da lei stabiliti e comunque il Pgt deve indicare i rimedi da adottare. Per disposizione del PPR questi rilievi, se accettati, diverranno quelli di maggiore importanza e come tale saranno inseriti nel Sistema Informativo Regionale e diverranno validi pure nei confronti del Parco e della Provincia.





D. Regione Lombardia - Direzione Generale Territorio e Urbanistica - Piano Territoriale (14/11/2009)

Paesaggi della Lombardia - Descrizione degli ambiti geografici - 3.8: Brianza.



I PROCESSI INVOLUTIVI DEL PAESAGGIO BRIANTEO - IL CASO DI INVERIGO.

L’affastellarsi delle piccole imprese artigianali, l’adozione di tipologie edilizie del tutto avulse dalla tradizione locale come segno di affrancamento dal passato e di un raggiunto benessere economico, la perdita insomma di una nobile identità locale che non solo la villa gentilizia, ma pure la più modesta cascina aveva fino ad allora saputo conservare. Questa involuzione ha raggiunto negli anni ‘80 il suo parossismo con la quasi generale rimozione di connotati, scenari, ambienti che possano, entro certi limiti spaziali, identificare i caratteri costitutivi di questo paesaggio. Caratteri peraltro non deboli, ma di forte consistenza (basti pensare solo al sistema delle residenze nobiliari se inteso nella sua articolazione spaziale che spesso debordava oltre lo spazio proprio della villa per abbracciare i dintorni con filari, fughe prospettiche, pertinenze campestri ecc.), che probabilmente hanno ceduto sotto l’eccezionale dinamismo produttivo di questa zona negli ultimi decenni. In alcuni casi (p.e. Inverigo) i vincoli paesaggistici, peraltro diffusi, hanno saputo preservare almeno in parte l’integrità del paesaggio ma non forse la riproposizione di una canone interpretativo delle modificazioni più vicino alla lettura storica del territorio. Valgano a questo titolo le troppe realizzazioni di aree residenziali a bassa densità e con largo consumo di suolo, contro il degrado e lo spopolamento dei vecchi nuclei rurali; oppure l’evidentissima dissonanza delle moderne tipologie industriali non solo rispetto alla tradizione vetero-produttiva della zona, capace di ragguardevoli modelli, ma anche fra loro stesse nell’uso di materiali, forme e stili.

Il nuovo paesaggio della Brianza è un paesaggio d’importazione, contaminato dalle tentazioni metropolitane, ridondante d’immagini e messaggi fino a costruire nuove forme di percezione (basata su pochi, enumerabili, nuovi ‘fuochi’ di riconoscibilità: svincoli, ipermercati, edifici con particolari accenti espressivi ecc.) e di fruizione (esclusivamente veicolare). Lontanissimo in questo senso da un processo rinnovativo coerente e duraturo, il paesaggio di questo territorio riflette invece tutta la precarietà, il senso di polimorfismo e di transitorietà della nostra civiltà post-industriale. Già oggi si avverte la decadenza del paesaggio urbano delineato nella Brianza da non più di tre decenni or sono: i vecchi mobilifici e la teoria dei loro spazi commerciali espositivi, il tessuto dei villini di prima espansione, la trama delle strade vicinali. Ed è questo il probabile futuro, vale a dire una continua, progressiva metabolizzazione di scenari paesistici, mutabili nel trascorrere di poche generazioni, su spazi più o meno dilatati e con un sempre più ingombrante repertorio di scorie edilizie o infrastrutturali difficili da reinserire o rimuovere”.



Le nostre osservazioni e proposte.

Il Pgt si atterrà a questi concetti, evolvendosi da trasformazioni inconsulte e dalle vetero metodologie dei PRG? A tal proposito ora vi sono da rispettare direttive UE, leggi nazionali, deliberazioni ed indirizzi della Regione. Il Comune, un ente di diritto proposto anche alla sorveglianza, può esimersi dal rispetto delle norme vigenti senza responsabilità?





II° - AMBITI, SITI, BENI PAESAGGISTICI ESEMPLIFICATIVI DEI CARATTERI COSTITUTIVI DEL PAESAGGIO.



a - Componenti del paesaggio fisico:

1: Solchi fluviali d’erosione: (Lambro) Non solo l’alveo del fiume ma anche di torrenti e rogge.

2: Orridi: (Inverigo) Il “geosito” è da perimetrare e normalizzare nell’ambito dell’intera Valle.

3: Trovanti. Oltre a quello enigmatico del Navello (Nangeroni) vari più altri sparsi da definire.

4: Strati esposti di ceppo. Rusp/Paradiso, scarpata dell’Orrido, cascina Alzacoda, Villa, Romanò, ecc.;

5: Strati esposti di puddinghe (molere). da definire nell’ambito geologico dell’intero territorio Comunale.

6: Andamento dell’anfiteatro morenico e cordoni collinari. Tutto il territorio comunale è costituito da rilievi.

7: Siti paleontologici. Fossili a Romanò/Guiano da assodare con opportune ricerche.



b. - Componenti del paesaggio naturale:

1. Ambiti naturalistici e faunistici:

- Aste fluviali: Lambro, torrenti Bevere, rogge e sorgenti varie (vedere cartografia).

- Stagni palustri: Carpanea ex cave Giussani - Garzaie delle Valle d’Inverigo - Ex cave Fornacette, ecc.

- Luoghi umidi: La valle N di Carpanea - Le scarpate sotto il Paradiso e Rusp- Lutta la Valle Lambro da Carpanea a Romanò sino al culmine di Guiano con le “Partocche” - A Cremnago a N delle Cascine, ecc.

2. Ambiti boschivi. Area Pomelasca, Rusp e Paradiso - Valle d’Inverigo - Boschi di Villa, Romanò e Guiano con Le Partocche, - Boschi di Cremnago nord (Cascine), est (roccolo Bana) e sud (di villa Perego).



c. - Componenti del paesaggio agrario: ambiti del paesaggio agrario particolarmente connotati:

1. Ronchi. A Pomelasca - a Inverigo sul colle al Castello, al Gigante e alla Rotonda - nella Valle - ecc.

2. Alberature stradali. Di cipressi a Inverigo in via XXV Aprile e in via Cagnola, a Cremnago in via Monte Sabotino - di tigli a Pomelasca in via Alberto da Giussano - ecc.

3. Alberature ornamentali. Il Viale dei Cipressi dal Gigante al Navello;

4. Alberature prospettiche legate a residenze nobiliari:

- A Pomelasca nel complesso dei parchi con viali di pini, di cipressi, di tuie e arbusti;

- Alla Rotonda nel parco interno e in quelli esterni a sud ed a ovest;

- A Cremnago nei due parchi di villa Perego e i carpini del Roccolo Perego;

- A Villa il viale al Roccolo di Villa Mezzanotte. - ecc.

5. Dimore rurali a elementi giustapposti a portico e loggiato. Cascinali storici (vedi sotto).



d. - Componenti del paesaggio storico/culturale

Si fornisce un riassuntivo elenco seguendo i temi indicati dalla Regione Lombardia.

1. Mulini e folle: Il complesso del Mulinello (in rovina) e gli antichi apparati di presa dell’acquedotto.

2. Santuari: Chiesa di santa Maria della Noce.

3. Complessi a destinazione mercantile: Mercato di santa Maria della Noce.

4. Architetture religiose romaniche: Chiesa di san Lorenzo a Villa Romanò (gotica).

5. Edifici religiosi isolati e/o con organizzazioni spaziali articolate.

- A Inverigo: la chiesa di sant’Andrea al Navello con affreschi del ‘500. L’ex chiesa di S. Maria Nascente entro il Castello (del Pollack?). L’antica chiesa di san Biagio a Bigoncio ristrutturata dall’arch. Paolo Mezzanotte. Il famedio Sormani di Pomelasca.

- A Cremnago: L’oratorio di villa Perego (con strappo del Bergognone) ed il loro Famedio al cimitero in miarolo rosso (arch. Giuseppe Clerichetti e sculture neoclassiche del Labus). Inoltre le chiese di san Giuseppe e del Lazzaretto de’ morti (entrambe del ‘600).

- A Ghiano la chiesa di santa Liberata (origini medioevali).

- A Villa R.: la chiesa di S. Lorenzo [sec. IX? con dipinti del ‘400].

6. Oratori campestri, affreschi murali, cippi e lapidi. Sono tanti, vari e prolissi da elencare: si segnalano solo a cascina Paradiso l’altare presso il lavatoio entrambi di granito, a Cremnago le due cappelle affrescate della Madonna, a Romanò l’edicola dell’ex cimitero, ecc.

7. Ville e residenze nobiliari, loro parchi e giardini. Nel Comune di Inverigo sono numerose e rinomate

- Inverigo: La Rotonda del Cagnola, il complesso di villa Crivelli detta Il Castello con gli edifici feudali e colonici neogotici, la tenuta Sormani di Pomelasca con la corte colonica dell’Amati.

- Cremnago: La villa Riva con la chiesa di s. Giuseppe [fine 1600]. Il complesso di villa Perego [Carlo G. Merlo] con la chiesetta [strappo del Bergognone], le scuderie [Simone Cantoni] e i due parchi.

- Romanò: la Villa Mezzanotte con il parco, il viale ed il roccolo, già presenti nel catasto Teresiano del 1722 quale “ampia e antica villeggiatura de’ Gallarati. I Gesuiti v’ebber ospizio[C. Cantù, 1859].

- Villa R.: Le ville Radice/Fossati/Rossi, Ripamonti/Bonacina [“Casa Besozzi col giardino che gli sta dappressoI. Cantù 1837] e la villa Lazzaroni/Bassini di recente restaurata.

8. Fortificazioni. A Inverigo la torre (alto ME) di santa Maria alla Noce; le due torri del Castello Crivelli; a Cremnago la torre d’ingresso al ‘Castello’; a Romanò il complesso che fu il “Castro Romanore” [atto 1113], e la casa torre di via Vittorio Veneto.

9. Archeologia industriale. I fabbricati che furono le ex fornaci di Carpanea e di Fornacette e le ex filande di Inverigo, Villa e Romanò.

10. Tracciati storici: In Valsorda e Valfrancia estesi reperti della “lata” “Strada vetera et mastra Vallis Surde” da Milano per Como, Erba-Incino e Valassina (atti del 1437). Reperti della “strata Chava” dal borgo alla Valsorda (atti 1400). Antichi muretti a secco, vari con macine, sparsi sul territorio comunale.



d. - Componenti del paesaggio urbano.

- Inverigo tutto il borgo nel suo caratteristico complesso urbanistico ed ambientale.

- Cremnago:, la piazza ed i concomitanti palazzi, opera progettuale unica di fine 1700 / inizi 1800, seguiti al colmo dal ‘Castello’, ex castrum medioevale con torre rimaneggiata di recente.

- Romanò B.: il borgo medioevale con l’ex castrum medioevale, la casa torre gotica e la villa Mezzanotte.

- Villa R.: Il borgo con le citate ville sette/ottocentesche e l’appartata chiesa di S. Lorenzo.

- Le Cascine storiche, numerose già presenti nel Medioevo, e altre come descritto in file a parte.



e. - Componenti e caratteri percettivi del paesaggio.

1. I Belvedere: dalla Rotonda, citato nelle “Visuali sensibili” (Tav. B; n. 31).



Le nostre osservazioni e proposte

Sono invece molto più numerose le visuali panoramiche rivolte ai quattro punti cardinali: verso nord (i classici panorami sui monti Resegone, Grigne, Cornizzolo, Bollettone, ecc.), ad ovest (Montorfano, Brunate, monti del lago di Como. sino ai monti Rosa, Cervino e Monviso); verso est (Monte Barro e monti del Bergamasco) ed a Sud (visuali sulla Valle Padana sino agli Appennini). Questi panorami sono visibili da più luoghi sparsi sulle cime e sulle coste dei diversi colli in modo più o meno ampio. Se ne possono citare alcuni quali esempi di riferimento.

- Ad Inverigo: dal colle del Gigante; dal Castello Crivelli e dai circostanti terrazzi esterni; dalla Stazione delle FNM; dalla Pomelasca in vari punti (Villa, Roccolo, colmo del Viale dei tigli, Famedio, cascinali); dal colle di Carpanea verso nord su valle, colli briantei e Prealpi; ecc.

- A Villa; dalla chiesa di san Lorenzo; ecc.

- A Romanò: dalla chiesa di san Michele, dal Roccolo Mezzanotte; ecc.

- A Cremnago: dal colle del Varlese; dal Roccolo Perego e/o Casìn della Iole; ecc.

I “Coni prospetticidevono pure rientrare nella logica delle visuali sensibili e giustamente la già citata Deliberazione del 10/02/2010 specifica al primo punto delle “Indicazioni generali”: «Devono essere salvaguardate le visuali sensibili, ecc.» e perciò pure esse sono da individuare, citare e riportare sulle carte paesaggistiche come posizioni da tutelare proibendo manufatti che li possono interrompere.



2. Corsi e bacini d’acqua: sono componenti importanti del paesaggio che vi include fiume Lambro, ruscelli e torrenti Bevere, laghetti e stagni, ma valutabili a parte nell’apposita sezione.





Inverigo, 11 giugno 2010.



[Elaborato da Umberto Mauri e Luigi Perego]