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Ai signori Presidenti delle Commissioni Comunali d’Inverigo:

- Walter Redaelli, per la “Commissione Edilizia”;

- Franco Gerosa, per la “Commissione Paesaggistica”;

- Andrea Porro, per la “Commissione Urbanistica”.



Oggetto: Informazioni sul PGT.



Per Vostra opportuna informazione in allegato inviamo copia della lettera trasmessa in data odierna al sig. Sindaco sull’argomento in oggetto.


Per permettere di esaudire la questione s’inoltra pure copia del documento che era allegato alla precedente lettera, su questo stesso tema, trasmessa al sig. Sindaco lo scorso 22 Febbraio.


S’informa poi che al sig. Sindaco sono state richieste informazioni sul documento inerente alla “Determinazione dei terreni che si sottopongono a vincoli per scopi idrogeologici” esistente presso il Corpo Forestale dello Stato, Ispettorato Ripartimentale di Como, che fu deliberato dal Consiglio Comunale d’Inverigo nel Giugno 1978 ma che ora risulta sconosciuto e del quale non rileviamo presenze nelle successive pratiche edilizie ed urbanistiche.


Si prega di estendere la documentazione agli altri membri della vostra Commissione.



Per il “Gruppo di lavoro Pgt Inverigo migliore” - - - Per l’Associazione di Volontari “Le Contrade







Inverigo, 22 febbraio 2010.





Oggetto: RICHIESTA DI CHIARIMENTI AL SINDACO D’INVERIGO SUL P.G.T.


A. PREMESSA SUI DOCUMENTI REGIONE/COMUNE.

1. Situazione degli adempimenti.

Dai dati del Sistema Informatico della Regione Lombardia si desume che il Comune di Inverigo, sarebbe sprovvisto dei sotto elencati strumenti prescritti dalle vigenti norme:

1.1. Iter PAI (Reg. Lomb.: Dgr 11.12.2001 n. 7/7365 e Dgr 22.12.2005 n 8/1566).

1.2. Quadro del dissesto (norme idem c.s.).

1.3. Reticolo idrico minore: con i conseguenti vincoli. (L.R. 1/2000, art. 3; Dgr 7/7868-2002; Dgr 7/13950-2003; Ddg 8943-2007, ecc.).

1.4. Acque reflue urbane: le reti appaiono parziali e non allacciate agli impianti di depurazione [il contributo riscosso dal Comune trasgredisce la sentenza Corte Cassazione n. 96 del 2005?]. Scarichi abusivi fanno ritenere che non esista registrazione aggiornata degli scarichi (civili, industriali e meteoriche) e relativi permessi d’allacciamento. (DL 15.05.1999, n. 152).

1.5. Studi naturalistici: di fauna (aerea e acquatica) e flora da tutelare (corridoi ecologici) ed il prescritto inventario degli Alberi monumentali (pubblici e delle ville), ecc. (Direttiva Habitat 92/43/CEE - Dpr 357/97; Dpr 2003/120 - R. Lomb. Dgr 2003 n. 7/14106, ecc.).

1.6. Piano Paesaggistico: con relativi studi, elaborati e norme. (DLgs 2004, n. 42 - PTPR: “Modalità per la pianificazione comunale”; ecc.).

2. Rispetto dei siti soggetti a vincoli di pregio.

Il PTPR segnala come siti di pregio vari luoghi d’Inverigo per i quali il Comune dovrebbe precisare i confini e regolamentare le condizioni di tutela. Essi sono:

2.1 Beni soggetti ai vincoli statali ex leggi 1939, n. 1089 (culturali) e n. 1497 (paesistici).

2.2 Vincoli idrogeologici di aree boschive su scarpate come da scheda del Corpo Forestale dello Stato, Ispettorato Ripartimentale di Como del 10.06.1978. (RD 30.12.1923, n. 3267).

2.3 Luoghi naturalistici come da scheda regionale “Dati identificativi dei vincoli”.

3. Siti indicati di pregio dalla Regione nel PTPR, Repertori:

3.1. Luoghi dell’identità: (Tavola B), n. 36: “Inverigo, ville e colli briantei”.

3.2. Geositi: (Tav. B, C, D), n. 84: “Orrido di Inverigo” - Valore prevalente: geomorfologico.

3.3 Visuali sensibili: (Tav. B), n. 31: “Panorama dalla Rotonda d’Inverigo”.

3.4. Punti di osservazione del paesaggio: n. 13: “ Paesaggio delle colline moreniche - Brianza”.

Si chiede che l’Amministrazione Comunale manifesti con precisione quali atti intende compiere per uniformarsi al più presto alle disposizioni sopra citate.


B. DELUCIDAZONI SPECIFICHE SUL PGT.

1. Informazioni e conoscenza sui lavori

1.1. Prima di tutto si vuole conoscere l’iter del lavoro di analisi e valutazione condotto e da condurre da parte dei progettisti, e di eventuali altri incaricati, e come esso sia compatibile con i tempi disponibili (che dopo il gran tempo trascorso dall’incarico ora appaiono molto ridotti) e con un approfondimento accettabile delle problematiche locali e sovra locali, nel rispetto del modello riportato nell’Allegato 1a della D.g.r. 30.12.2009 n. 8/10971.

1.2. In secondo luogo, più precisamente, si chiede di essere informati sulla natura, metodologia e di dettaglio delle analisi effettuate, o da effettuarsi, a supporto del PGT, almeno limitatamente ai settori: a) ambientale e storico-paesaggistico; b) aspetti geologico ambientali e idrologico-idraulici; c) aspetti naturalistici; d) aspetti della sostenibilità ambientale alla trasformazione; e) aspetti paesistici di quadro e di dettaglio; ciò vista anche l’assenza del relativo Piano di Settore del Parco Valle Lambro (PVL).

1.3. Infine si chiede di chiarire quali sono le ipotesi d’intervento nell’area PVL, compatibili con il PTC del Parco, sia rispetto alla versione vigente, sia nel confronto con la documentazione prodotta per la revisione dello stesso PTC.



2. Applicazione della V.A.S. nei rapporti con gli altri documenti prescritti.

2.1 L’ipotesi che la VAS possa essere esclusa dal PGT è improponibile ai sensi di legge per i seguenti motivi: -a) In modo formale poiché il Documento di Piano è sempre da sottoporre a VAS [Reg. Lomb.: Lr. 12/2005, art. 4.2; Dcr. 531/2007 art. 4.5; Dgr 8/2009, All. 1a, p. 2.1.c)] - b) Per la sostanziale insostenibilità della scarsa rilevanza ambientale del PGT - c) Per l’importanza non secondaria del territorio del Comune d’Inverigo in chiave di problematiche e potenzialità ambientali.

2.2. Si chiede perciò che la VAS sia subito avviata, rispettando tutte le procedure di legge, comprese quelle sostanziali d’informazione e partecipazione, e che non sia realizzata dallo stesso gruppo di progetto del PGT. (Dlgs. 16.01.2008, n. 4 - Reg. Lomb: Dgr 27.12.2007, n. 8/6420; Dcr 13.03.2007 n. 351; Dgr 18.04.2008 n. 8/7110; Dgr 30.12.2009, n. 8/10971).

2.3. Si chiede di specificare quali sono gli indirizzi ed i modi che l’Amministrazione Comunale intende perseguire in merito alla stesura ed ai rapporti tra VAS e Piano Paesaggistico e tra questi ed il Documento di Piano, ed inoltre come intende procedere con il Piano dei Servizi, ed in specie con il Piano delle Regole nei rapporti con gli altri studi sopra elencati.


3. Studio geologico

3.1. Lo studio geologico a supporto della redazione del PGT è importante e deve garantire un adeguato livello di approfondimento analitico ex novo, non potendo basarsi su studi e dati adeguati già esistenti (studio Landi 1995). Esso deve considerare con particolare attenzione i temi idrologico-idraulici, per la grande importanza che i sistemi idrici naturali e artificiali, superficiali e sotterranei, rivestono per la conservazione ambientale e la tutela delle risorse nell’area d’Inverigo. L’analisi geologica e geomorfologica approfondita dovrà inoltre supportare in modo adeguato le valutazioni di tipo paesaggistico. Si chiede di garantire il rispetto delle norme vigenti. (Lr 2005, n. 12, art. 57; Dgr 2005, n. 8/1566 e Allegato A: “Criteri e gli indirizzi”; Dgr 2008, n. 8/7374, ecc.)

3.2. La Fattibilità Geologica dovrà recepire i vincoli del Reticolo Idrico Minore. Nel caso il Reticolo non fosse definito, si chiede che, in ogni caso, si considerino i vincoli derivanti dall’importanza idrogeologica dei corpi idrici e dalla loro dinamica.

3.3. Si chiede che lo studio geologico si attenga alle indicazioni dell’Allegato A: “Aggiornamento dei criteri ed indirizzi per la definizione della componente geologica, idrogeologica e sismica del PGTe che in particolare “Valuti la disponibilità idrica, intesa come limite allo sviluppo insediativo/produttivo del territorio comunale, verificando ed integrando le informazioni raccolte sul territorio con quanto contenuto nel Programma di Tutela e Uso delle Acque (PTUA), approvato dalla Giunta Regionale con d.g.r. 8/2244 del 29 marzo 2006”.


4. Reticolo idrico e rischio idraulico

4.1. Lo studio del Reticolo Minore e la definizione del Reticolo stesso (art. 3 Lr 1/2000; Dgr 2002, n. 7/7868; Dgr 2003 n. 7/13950; Ddg 2007 n. 8943, ecc.), con la relativa normativa, devono costituire parte integrante delle valutazioni ambientali ed essere recepiti nella “Fattibilità Geologica”. Anche se i due strumenti (Fattibilità e Reticolo con Norme di Polizia Idraulica) sono indipendenti, quanto ad iter d’approvazione, se ne chiede, in questo caso, il recepimento contestuale e l’integrazione di fatto in considerazione della preminente importanza ambientale e paesistica del sistema idrico nell’area e delle sue connessioni con le reti artificiali.

4.2. Si chiede quali sono stati i motivi che hanno impedito finora, nonostante l’ampio tempo disponibile, di portare a definizione il Reticolo Idrico e relativa normativa.

4.3. Si chiede, inoltre, che, qualora non sia possibile l’adozione dello strumento, sia comunque dato pubblicamente conto almeno dello stato di avanzamento del lavoro e dei problemi ambientali, tecnici o giuridici non risolti.

4.4. Per quanto riguarda il rischio idraulico (Dgr 2008, n. 8/7374, All. 4), lo studio di zonizzazione del rischio delle aree “B di progetto” delle Fasce fluviali PAI lungo il Lambro, risulta necessario solo se s’intendano attuare in tali aree interventi vietati dal regime delle Fasce B.


5. Geositi, aree naturalistiche e corridoi ecologici

5.1. Si richiede che il PGT evidenzi le situazioni di valore naturalistico e promuova una loro rivalutazione, ampliamento e connessione, al di là o a supporto o collaborazione dei compiti del Parco Valle Lambro. In particolare, considerato che il geosito esistente (all. 14 dgr 8/7374 2008 e art. 22 NTA Piano Paesistico Regionale dgr 6447 del 16/1/2008), già Monumento Naturale “Orrido di Inverigo”, istituito dal PTC vigente del Parco Valle Lambro, risulta di dimensioni insufficienti rispetto alle aree di valore della zona, non connesso (??) all’area del Parco Naturale (LR 18/2005) e privo di studi e analisi adeguate (salvo, in parte, studio Landi 1994 per Victory spa), si richiede che con il PGT venga proposto l’ampliamento dell’area di pertinenza del geosito. Esso dovrà comprendere tutte le aree di grande valore naturalistico della scarpata e del suo piede e le fasce ove sono tuttora attivi i processi di erosione o di deposizione calcarea a opera delle c.d. “Sorgenti pietrificanti”, oggetto di tutela e studio in molte località italiane e europee.

5.2. In proposito si segnala che sono stati individuati nuovi luoghi con “strati esposti di ‘ceppo’ e ‘puddinghe’ assoggettabili a tutela geomorfologica”: a) di ceppo nell’area delle cascine Paradiso/Rusp - b) banchi di Gonfolite con fossilli tra Villa, Romanò e Guiano. Si chiede di procedere a valutazioni accurate ed alla loro tutela sia normativa che pratica.

5.3. In generale con il PGT dovranno essere individuate le aree di rilevanza naturalistica da tutelare (aree geologicamente attive, aree umide, lembi di vegetazione di pregio, morfologie, ecc.) e data attuazione alle indicazioni del PTCP provinciale relative alla specifica a livello locale dei Corridoi ecologici” provinciali e in attuazione della Dgr n. 8/8515 del 26/11/2008.


6 Ultime richieste di chiarimenti preliminari.

Rimandando ad altra occasione le richieste sui temi attinenti ai servizi, attività, edificabilità, ecc, e ricordando che lo scopo dei PGT non è quello di urbanizzare ma bensì di assicurare il benessere attuale e futuro dei cittadini, si avanzano queste ultime richieste preliminari..

6.1 Le Aree Agricole è prescritto, (Lr 12/2005), che siano sottoposte a tutela (art 61): si chiede quindi che venga dato conto della definizione, in termini di criteri e di limiti, delle “aree agricole” sul territorio comunale (art 10 e 59 e 60), in relazione ai compiti di raccordo con il PTCP, affidati ai Comuni (art. 15, comma 4 e atti successivi).

6.2. Per l’edificabilità si è affermato che per Inverigo “la Provincia di Como ammette l’utilizzo sino a 55.000 m2” e che in aree situate entro cerchi rossi “il Comune ha carta bianca e può già fare ciò che vuole”. Si chiede di precisare le norme che lo dispongono e di stabilire se esse sono rispondenti alla vigente legislazione delle Istituzioni superiori (Regione, Stato, CEE).

6.3. “Segreti d’ufficio”: con tale giustificazione c’è stata negata la possibilità di visionare atti e documenti inerenti al PGT; si chiede se s’intende confermare tale posizione, ed in caso affermativo di precisare i riferimenti legislativi.



Per il “Gruppo di lavoro Pgt Inverigo migliore” - - Per l’Associazione di Volontari “Le Contrade






Inverigo, 20 febbraio 2010.